Viaggio al centro della terra

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA


E' nella mentalità e nella tradizione del paracadutista il cimentarsi con sempre nuove prove ed attività d’ardimento, per avere una preparazione fisica e tecnica completa, capace di adattarsi ad ogni circostanza. E' per questo che la nostra sezione organizza regolarmente uscite in montagna con bivacco notturno, in ambiente innevato e non, senza l'utilizzo di strutture organizzate, ma esclusivamente con ciò che ognuno dei nostri partecipanti è in grado di portarsi sulle spalle.In questo spirito i nostri paracadutisti puntualmente partecipano a corsi di alpinismo, speleologia, torrentismo e alle uscite più o meno impegnative necessarie a mantenere l’addestramento e la pratica richieste.In virtù di tutto ciò, il 5 e 6 febbraio 2001, un gruppo di paracadutisti della Sezione di Roma hanno partecipato a un’uscita speleologica che si è svolta nella Grotta del Mezzogiorno, in località San  Vittore, nei pressi della più nota Grotta di Frasassi. Domenica mattina alle 10.00 eravamo pronti a varcare la volta di accesso alla grotta, dopo aver effettuato una marcia di avvicinamento di circa un’ora. Accese le lampade frontali ad acetilene, avvolti già dal caratteristico odore, ci siamo addentrati nell’oscurità caldo-umida dovendo subito affrontare, strisciando ventre a terra, degli stretti cunicoli scavati in passato da un fiume sotterraneo. Superato lo stretto iniziale e scalata una paretina di circa 7 metri, la grotta si mostrava in tutta la sua bellezza fatta di stalattiti e stalagmiti, disegni e ricami di calcare sulle pareti ed una serie di pozzi affrontati in corda doppia con discensore ad otto, anche di 40 metri con cunicoli e salti e salti nel vuoto terminanti in ampie camere dai soffitti altissimi e dai mille dettagli unici. L’esperienza in grotta si è rivelata molto affascinante: il dover stare in una dimensione a temperatura costante, nell’eco e nell’aria ferma, alla luce irreale delle piccole lampade, altera la percezione spazio-tempo ed amplifica la sensazione d’affaticamento psicofisico dovuto al percorso affrontato. Alle 17.30, dopo 7 ore e mezzo di permanenza all’interno della montagna una luce soffusa ci riportava alla realtà con il blu del cielo e il verde del bosco che fanno da sfondo alla ampia uscita al cui centro si trova una piccola chiesa. Ripuliti dal fango, affrancati e dissetati, dopo aver prelevato i nostri zaini ci siamo stivati in auto e abbiamo ripreso la strada del ritorno, con addosso quella appagante sensazione di soddisfatta stanchezza per aver affrontato questa nuova e interessante esperienza.